CONSIGLI PER L'UTILIZZO


LA PREPARAZIONE ALLA TESSITURA

1. Orditura

L'orditura è l'operazione che predispone il filato su subbi (fascio di fili d'ordito).
L'orditura a sezioni è preferibile rispetto a quella a frazioni, in particolare per la produzione di piccoli lotti. D'altro canto, essa consente di ottenere un'ampia gamma di altezze con pochissime modifiche o regolazioni. Infine, si adatta perfettamente alla realizzazione di tessuti a righe o quadrettati ottenuti con tinti filo.
Durante l'orditura, il tessitore deve avere la perfetta conoscenza della tensione dei filati di lino controllandone il peso e l'omogeneità rispetto a tutto il fascio dei fili. E' sufficiente una variazione di tensione tra i vari fili per perturbare la tessitura e generare difetti talvolta irreversibili. Per gestire nel miglior modo possibile la tensione dei fili di lino, si raccomanda l'uso di tenditori adattati alla forte reazione del filato. I risultati migliori si ottengono con l'uso di tenditori pneumatici che possono essere regolati in funzione del titolo usato.


2. Incollaggio

Con l'incollaggio si rivestono i fili d'ordito con cere che consentono di accrescere in maniera significativa la resistenza all'attrito dei fili, il coefficiente di attrito filo/filo e filo/metallo e, di conseguenza, la resistenza dinamometrica alle sollecitazioni della tessitura. Questa fase della preparazione viene sempre effettuata nella tessitura del lino. I filati a secco di titolo grosso presentano, ad esempio, una buona tenacità e resistenza all'attrito, sufficiente a sostenere l'operazione di tessitura senza necessità di incollaggio. Al contrario, per i filati più fini, la ceratura è indispensabile per rinforzare la coesione delle fibre soprattutto quando la densità dei fili è molto alta.
I prodotti di incollaggio che trovano maggiore uso sono quelli a base di AMIDACEI o di PVA (Polivinilalcool). Offrono una buona aderenza sulle fibre consentendo la massima protezione, pur essendo semplici da disincollare. La quantità di cera disposta sui fili varia dal 4 al 10% in base alle caratteristiche del filato. L'incollaggio dei filati di lino non richiede materiale specifico. Un doppio strato di cera con un doppia spremitura aumenta fortemente le prestazioni dell'incollaggio: questo processo ottimizza la distribuzione della cera intorno al filato limitandone l'infiltrazione. Si preserva così la capacità di allungamento del filato.
La cera viene deposta tramite rullo in fase di avvolgimento del fascio di fili sul subbio. Questa tecnica riduce il coefficiente di attrito filo/filo e filo/metallo, migliora la tendenza allo sdoppiamento dei fili senza peraltro ridurre in maniera significativa la pelosità del filato.


3. Rimettaggio

Il rimettaggio consiste nel passare uno a uno i fili della catena nelle maglie dei licci come pure nei denti del pettine. Per questa operazione, il tessitore in genere utilizza sistemi semi-automatici o automatici. I pezzi e gli accessori a contatto con i filati di lino devono comunque essere adattati al potere abrasivo ed all'irregolarità delle fibre, in particolare per quanto concerne le qualità filate a secco. L'occhiello della maglia deve avere una forma, una dimensione e uno stato superficiale adatti a facilitare il passaggio del filato senza degradarlo.


4. Annodatura

L'annodatura dei filati al termine della catena non richiede macchinari speciali. Le macchine che consentono di effettuare questa operazione sono state recentemente modernizzate e sono in grado di ridurre le barbe dei nodi per i filati di titolo grosso sia di lino, sia di cotone (denim). In questo modo il passaggio dei nodi di maggiore dimensione viene facilitato e si riduce il rischio di grovigli spesso all'origine della rottura dei fili.



LA TESSITURA

1. La scelta del telaio

Il lino, per essere lavorato nelle migliori condizioni possibili sia dal punto di vista della produttività, sia della qualità, richiede dispositivi con particolari caratteristiche. Due sono di particolare importanza:

la polivalenza del dispositivo di inserimento della trama, che deve poter rispondere alle variazioni di titolo dei filati di lino;
l'altezza della bocca di inserzione del telaio, vale a dire la distanza tra i due fasci dei fili di catena, che deve essere sufficiente per evitare che i fili si impiglino, ostacolando di conseguenza l'inserimento della trama.
Apertura e flessibilità sono due requisiti che promuovono, nella lavorazione del lino, l'uso del telaio a proiettile, mentre, se si tiene contro prevalentemente dei dati economici, si deve preferire il telaio a lancia.
Il tessitore inoltre deve tenere conto della velocità di inserimento della trama. L'evoluzione dei macchinari in questi ultimi anni ha consentito di raggiungere dei livelli molto elevati. La velocità accresce considerevolmente l'attrito dei fili e ne causa la degradazione aumentando lo scarico delle polveri e delle fibrille in fase di tessitura. Conviene quindi definire una velocità compatibile con il buon funzionamento della macchina e con la qualità finale del tessuto.


2. La scelta degli accessori

Nella scelta del telaio, si devono considerare con cura gli accessori, che sono spesso degli elementi chiave per riuscire a lavorare il lino. Sono molte le attrezzature ausiliarie che facilitano la tessitura dei filati di lino. Ad esempio:

Per la catena, si raccomanda di utilizzare una macchina dotata di un porta-fili oscillante. Questo accessorio consente di preservare al meglio l'elasticità dei fili. Il principio consiste nel muovere il porta-filo verso le lame al momento dell'apertura della bocca di inserzione, allontanandolo al momento della chiusura. In questo modo si riducono marcatamente le sollecitazioni sul fascio di fili.
Per la trama, sono due gli accessori oggi molto diffusi che apportano un contributo significativo nell'atto dell'inserimento. In primo luogo i freni di trama programmabili, in grado di regolarizzare la tensione per ogni battuta, indipendentemente dalle variazioni di titolo dei filati utilizzati. In secondo luogo, i pre-rilasciatori a spire separate che migliorano l'incrocio delle rocche evitando che si verifichino arruffamenti ed alterazioni legate alla pelosità dei fili.


3. La scelta dei filati

La scelta di un filato di lino non deve basarsi sul criterio della tenacità. Un filato di lino a fibra lunga, filato a umido, Nm 26,5/1, possiede una tenacità superiore a 25 cN/tex ed in tessitura può presentare un rischio di rottura più elevato rispetto ad un equivalente filo di cotone che, dal canto suo, presenta una tenacità molto inferiore. Anche il valore di allungamento, pur rivestendo un ruolo importante nel comportamento dei filati in fase di tessitura, non può venire considerato come esclusivo.
Per i filati di lino, una scelta giudiziosa terrà conto delle variazioni dei valori di tenacità e di allungamento. Si tratterà di valutare, in funzione delle tecniche utilizzate e del prodotto finito, la presenza di eventuali punti deboli nelle caratteristiche del filato. Questa valutazione è attualmente fattibile grazie agli apparecchi di misura rapida dei valori dinamometrici. In ogni caso, solo le caratteristiche costanti da una consegna di rocche all'altra resta un fattore essenziale per la qualità del prodotto finale.


4. Le condizioni ambientali

Le condizioni ambientali in cui si eseguono le operazioni di tessitura ne influenzano l'efficacia. La tessitura di materiale idrofilo come il lino necessita di particolari requisiti di temperatura e di umidità relativa. Le migliori prestazioni si ottengono con le seguenti condizioni climatiche:

temperatura compresa tra 20 e 23° C;
umidità relativa compresa tra 75 e 85%.
In queste condizioni, la caduta delle polveri e delle fibrille viene minimizzata. In ogni caso vale la pena di disporre di sistemi di aspirazione/soffiaggio mobile per i telai ed il reparto di tessitura deve essere dotato di un impianto di condizionamento. I sistemi fondati sui movimenti di aria discendente, vale a dire il soffiaggio tramite condotti e la ripresa dell'aria dal suolo, sono quelli più idonei.